Ramin Bahrami

Bahrami porta Bach in paradiso

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IN QUOTA IL PIANISTA IRANIANO IN CONCERTO DOMENICA MATTINA A PASSO LAGOSCURO PER FESTEGGIARE I CENTO ANNI DI PONTE DI LEGNO




Il silenzio e la fatica dell' ascensione sarebbero piaciuti a Johann Sebastian, amante della natura Bahrami: «La sua musica cristallina è perfetta per l' aria sottile delle vette»



«Mi sa che questa volta io e Johann Sebastian entriamo nel Guinness dei Primati. Sono eccitato, curioso, felice; per me ogni concerto è come suonare la prima volta, ma davvero una cosa così non mi era mai capitata». La «cosa così» è portare Bach ai 3.000 metri di quota di Passo Lagoscuro, uno degli scorci più spettacolari dell' Alta Val Camonica, premio panoramico alla fatica degli escursionisti che abbiano superato la via ferrata che lì conduce. Accadrà domenica, per gli «Incontri Musicali» di Ponte di Legno e per celebrare il centenario della stazione invernale: al pianoforte penserà un elicottero, alla piattaforma che farà da palco tra le rocce provvederà un gruppo di guide alpine, mentre il compito di sprigionare il meraviglioso fiume di note bachiane spetterà a Ramin Bahrami. «La musica di Bach è perfetta per questo ambiente», spiega il pianista iraniano, «mai nessun uomo ne ha scritta di altrettanto cristallina. L' aria sottile dell' alta quota, la fatica dell' ascensione, il silenzio: la montagna è l' habitat naturale di Bach, uomo del Nord, amante della natura, abituato a temperature frizzanti. Quasi quasi spero che il cielo sia velato e soffi un po' di vento». L' eternità della montagna influenzerà anche Bahrami: «Sto pensando a un' esecuzione più lenta e solenne del solito, dove i bassi armonici siano come le basi millenarie da cui si slanciano queste vette». Questo primato non poteva che firmarlo lui: i suoi dischi dedicati a Bach hanno conquistato le vette delle classifiche ed è un po' come stabilire se sia nato prima l' uovo o la gallina dirimere se sia stata l' opera del sommo tedesco a consacrare Bahrami o se sia stata la storia di questo pianista, che prima di fuggire dalla nativa Teheran ascoltava le Suite tra un bombardamento e l' altro, a rendere così popolare Bach. «Penso che lui abbia il merito di aver composto una musica eternamente attuale. Bach era un uomo che per andare a suonare percorreva chilometri a piedi, ammirando i boschi della Turingia, sporcandosi di polvere, fango e anche di letame. Un uomo che, tornando a casa, educava alla musica e alla vita la sua dozzina di figli, che aveva un' attività sessuale intensissima, che lavorava e pregava Dio con altrettanto fervore. Per questo è assurdo ridurre, come fanno alcuni, la sua musica a pura speculazione intellettuale, a partiture da contemplare con la mente: ogni sua nota ha la densità, la concretezza e la carnalità di un uomo che vive intensamente il reale». E qual è il merito di Bahrami? «Di mio ci ho messo l' entusiasmo e lo stupore di chi si trova davanti a un orizzonte sconfinato; il giorno che potrò dire di aver capito fino in fondo Bach vorrà dire che sarò morto, e sarò in Paradiso con lui che mi starà spiegando il segreto delle sue composizioni».


Enrico Parola


Fonte: Corriere della sera.it

Date: 09/08/2012



Category: News - Written on 20/08/2012 10:09



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