Ramin Bahrami

Bahrami incanta con il Bach delle Goldberg

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Leggi la recensione del concerto che Ramin Bahrami ha tenuto a Pordenone.


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Preceduto da un entusiasmante incontro pomeridiano curato insieme al musicologo Sandro Cappelletto, il giovane pianista iraniano Ramin Bahrami arriva a Pordenone accolto da un Verdi affollato come nella grandi occasioni. E da grandi occasioni è anche il repertorio proposto da Bahrami. l’edizione integrale delle Variazioni Goldberg di Bach. Ospite dei più importanti teatri e festival mondiali, Ramin Bahrami ha legato parte della sua strepitosa e meritata fama proprio all’esecuzione della letteratura bachiana, della quale è riconosciuto universalmente come uno dei grandi interpreti contemporanei, tant’è che il rimando della critica va sempre quasi naturalmente a Glenn Gould, riferimento d’obbligo per la musica bachiana. Barhami si confronta, dunque, con il repertorio che nell’immaginario comune è più direttamente legato all’icona canadese: propoprio quello che l’ha introdotto nel mondo della discografia internazionale, incisione di debutto per la Decca nel 2004. Così Ramin Bahrami ce li mette tutti subito i puntini sulle “i”, e già dall’Aria esibisce tocco impeccabile, scelta dei tempi misurata che non insegue facili esibizionismi, cura maniacale degli ornamenti e delle cadenze, perfetta padronanza dei volumi e soprattutto una lucidissima distinzione delle linee melodiche che spiegano nel dettaglio il pensiero bachiano. Da manuale la variazione n. 11, brillante e giocosa la Giga, rigoroso e perfetto il Canone all’ottava, se qualche esempio va fatto. Va però detto, con tutto l’ammirato affetto per uno dei pianisti più importanti di oggi, che è apparsa difficile da giustificare la scelta di presentare le Variazioni Goldberg nella forma, oggettivamente dubbia e didascalica, del concerto narrato. Le frequenti interruzioni di Sandro Cappelletto, studioso di pregio, a tracciare superflui richiami e rimandi con il quotidiano di Bach e ininfluenti considerazioni numerologiche, hanno l’unico effetto di interrompere l’estasi possibile con un Bahrami in ottima forma e un repertorio tanto essenziale quanto raro. Tre bis e applausi in piedi salutano un grande artista che vorremmo riascoltare da capo, in silenzio.


 


Fonte:http://ricerca.gelocal.it/messaggeroveneto/archivio/messaggeroveneto/2012/02/16/NZ_50_02.html?ref=search

Date: 16/02/2012



Category: News - Written on 17/02/2012 15:46



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