Ramin Bahrami

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Ramin Bahrami in concerto, di Silvia Buffa

From Palermo24h.com on 21/12/2011

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Bach e Scarlatti rivivono sul palco del Politeama grazie alle magistrali esecuzioni al pianoforte iraniano, ma fortemente affezionato al nostro Paese. Lo abbiamo intervistato.



Prosegue il percorso artistico e di promozione culturale intrapreso dall'associazione siciliana Amici della Musica di Palermo. Ieri sera al Teatro Politeama è stata la volta del pianista iraniano Ramin Bahrami, che ha incantato il pubblico con delle raffinatissime esecuzioni del maestro Domenico Scarlatti e di Johann Sebastian Bach.



E' lui l'unico sul palco. Lui e il suo pianoforte. In sala il buio e il silenzio, l'aria è impregnata di attesa e trepidazione. E poi eccola, quella prima nota. E' solo un attimo, trascina subito dietro sè anche la seconda, la terza, la quarta nota ed è l'inizio. Aria in re minore K.32 e Sonata in sol maggiore k.289, una partenza scarlattiana dunque, che cattura immediatamente.


"Sole, freschezza, inventiva timbrica di Scarlatti, che è riuscito a creare scenari addirittura esotici per quell'epoca. Ciò che caratterizza la sua musica è l'uso costante del genere della Sonata bipartita: la sua musica è fatta da intervalli, usati come fossero delle macchie sonore, che lottano per stabilirsi".



Le prime due esecuzioni sembrano una folata di vento, fuggono via in un attimo, quasi difficile percepirle lunghe e monotone, talmente sono belle. Terminati i primi applausi, è la volta di dare un assaggio di Bach alla platea attenta, con un'iniziale Suite francese n.5 in sol maggiore BWV (Bach-Werke-Verzeichnis, il catalogo delle opere del maestro tedesco) 816.



L'esecuzione di Bahrami è magistrale, attenta, precisa; curata nel minimo dettaglio. Perfetto il controllo di ogni singolo tasto dello strumento, così come dei pedali - che utilizza in maniera estremamente complementare -, sembra quasi possedere più mani che ricoprono interamente ogni lembo di superficie rimasta scoperta. Lui stesso è coinvolto e trascinato dalla musica. A tratti scuote il capo da un lato e dall'altro, quasi a ritmare ancor meglio le sue esecuzioni; di tanto in tanto, poi, solleva una mano che agita dolcemente a tempo nell'aria, appena sopra i tasti.



Ma perchè questo amore così grande proprio per Bach?


"Ho scoperto Bach quando avevo cinque anni e mezzo, grazie a un Lp di Glenn Gould che ho sentito a Teheran a casa di un'amica che lo aveva portato da Parigi. Ascoltai la Sesta partita e rimasi profondamente toccato, affascinato, folgorato! Sia dalla musica che dall'esecuzione di Gould. Da quel momento ho deciso semplicemente che dovevo diventare un pianista bachiano. L'interpretazione, durante un'esecuzione, non è altro che reinvenzione, perchè altrimenti lasceremmo il testo immobile, come se lo guardassimo e basta" continua Bahrami, "nell'atto in cui si deve eseguire e far rivivere una composizione, è come se già la si ricreasse. Penso che l'interprete debba, sì, decifrare la partitura, ma questo non basta. Deve andare oltre".





Il Maestro prosegue, raccontandoci quanto sia prezioso, ancora oggi, il messaggio bachiano:


"La grandezza di Bach sta proprio nel fatto di non appartenere nè a un luogo nè a un'epoca, nè a un contesto ben specifico, è una musica che appartiene all'umanità. E' la musica più moderna e rivoluzionaria, più umana, più sacra. La musica di Bach può essere tutto questo, da semplice musica sacra a musica in grado di scandire le emozioni dell'universo. Per cui è soprattutto rivolta anche ai giovani, perchè è una musica che pulsa, che vive. Bach è danza".





Compreso un aspetto così fondamentale, così profondo, che rende impossibile ignorare o solo dimenticare per un attimo la grandezza del compositore tedesco, gli chiediamo come riesca a essere altrettanto coinvolto nell'esecuzione di altri Maestri della musica, ad esempio Scarlatti, contemporaneo di Bach ma, nonostante questo, profondamente differente come artista?



"L'elemento che unisce il mio amore è la bellezza e la capacità di invenzione che entrambi possiedono. Scarlatti è un grande compositore, conoscitore di accordi, di armonie, di soluzioni, quindi la grande inventiva e la grande freschezza ritmica secondo me li unisce. Poi...che Bach lo faccia in maniera eterna e gli altri no, si sa" conclude sorridendo l'artista.





Perchè il pianoforte, chiediamo ancora.


La risposta arriva immediata e decisa: "Io non amo il pianoforte in quanto strumento, lo amo in quanto mezzo di comunicazione. Sono convinto che un'invenzione a due voci di Bach valga due rapsodie di Listz. Ovviamente il pianoforte per la trasmissione della musica di Bach è più sfaccettato, ha pià varietà di timbro, ha un volume che permette a duemila persone sedute in una sala di sentire e percepire la musica di Bach in tutte le sue sfumature". E ancora: "Amo moltissimo il clavicembalo, ma è uno strumento senza dinamica, che non riesce a trasmettere al meglio sentimenti e affetti. Per la trasmissione a un pubblico numeroso della musica di Bach, l'ideale è proprio il pianoforte".





E dopo suites e arie, sonate, concerti e variazioni, quello che resta di questa esibizione è soprattutto un messaggio tanto toccante proprio perchè particolarmente attuale; un messaggio rivolto non solo agli estimatori della musica classica, ma qualcosa di più ampio, di universale, in grado di arrivare a chiunque, un vero e proprio augurio "affinchè il mondo impari a dialogare polifonicamente e la smetta di essere così egocentrico. Solo perchè i politici di tutto il mondo ci raccontano di aver realizzato la democrazia, non facciamoci ingannare: la vera democrazia e cultura e intelligenza risiede nei nostri antenati".


Un messaggio seguito da un personale omaggio al 150^ anno di vita della nostra Repubblica e, proprio a conclusione, dall'esecuzione di una dolcissima ninna nanna di Glenn Gould, per conciliare meglio il sonno del pubblico palermitano.



"Non mi sono mai esibito nel mio Paese d'origine. Finchè non cambieranno le cose, non lo farò, perchè in realtà il mio Paese d'origine è di settemila anni precristiano, è la grande Persia. Io non mi posso identificare in questa civiltà attuale, anzi, in questa INciviltà di oggi, fatta di nazisti islamici, purtroppo".


 


Fonte: http://www.palermo24h.com/index.php?option=com_k2&view=item&id=18989:ramin-bahrami-in-concerto







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